23 maggio 2011

Incontro con Fabio Drusin, basso e voce dei W.I.N.D.


Reduci dal grande successo di Walkin' In a New Direction e da un corposo tour praticamente in tutto il mondo, meritatamente acclamati come una delle rock/blues band più interessanti degli ultimi anni e non solo a livello nazionale, i W.I.N.D. sono pronti per una lunga estate ricca di concerti e appuntamenti musicali di grande prestigio, e per l'occasione ho avuto il grande onore e piacere di scambiare due parole con Fabio Drusin, basso e voce di questa fantastica band.



  • Benvenuto Fabio e grazie per questa opportunità.....
Grazie a te Max, per averci dato questa opportunità di un'intervista e complimenti per il tuo blog dedicato alla buona musica.


  • A poco più di un anno dall' uscita dell'ultimo bellissimo album " Walkin' In a New Direction " , e a tal proposito complimenti non solo per l'altissima qualtà musicale ma anche per l'ottimo allestimento grafico del libretto interno, facci un bilancio per vendite e accoglienza in Italia e nel Resto del Mondo, ed eventualmente dove avete riscontrato maggiori consensi e apprezzamenti ?
Abbiamo ricevuto molte soddisfazioni con questo ultimo lavoro,
è già alla quarta ristampa attualmente e i downloads su iTunes stanno andando molto bene, come anche le vendite e richieste da parte dei nostri distributori, inoltre il disco è piaciuto molto a diversi musicisti e amici, come i Tishamingo, Warren Haynes e il suo staff, Johnny Neel, Alvin Youngblood Hart. In Italia è andato piuttosto bene, rientrando anche nel poll delle preferenze dei lettori di Buscadero e tra i dieci preferiti dell'anno di Mauro Zambellini (critico musicale e scrittore di molti libri e biografie musicali), per il resto è arrivato anche in Giappone, Germania, Belgio, Olanda, Francia,Inghilterra, Polonia, tramite dei distributori esteri e diversi siti online.



  • Come e quando è nata l'attuale eccellente formazione con gli ottimi Silvano" Silver "Bassi e Anthony Basso ?
Ormai sono più di tre anni, abbiamo un buon feeling tra di noi, nato da subito, dopo alcuni giorni di prove e il primo concerto a Milano, di tre anni fa, poi le numerose esperienze in lunghi tours e molti Festivals, anche con personaggi di un certo spessore, ci hanno ulteriolmente arricchito e fatto crescere. Con Anthony ho un rapporto ottimo, a livello armonico/compositivo, usiamo le doppie voci che hanno arricchito il nostro sound, ci capiamo al volo ed abbiamo sensibilità e gusti musicali che sono molto compatibili, a volte sbagliamo pure nello stesso momento:-) è un musicista completo, non solo chitarrista e lo stimo molto. Con Silver ho sviluppato un'ottima simbiosi ritmica, anche data dai numerosi concerti live e tours che abbiamo fatto in compagnia di Alvin Youngblood Hart, con il quale ha jammato diverse volte anche Anthony. Questa collaborazione ci ha portato a suonare anche in Brasile e in tutta Europa, aprendo inoltre come special guest dieci date in Germania del Tour di Gary Moore nel marzo del 2009, a registrare alla BBC di Londra nello stesso studio dove Led Zeppelin e Free incisero i loro live at BBC: è stata un'esperienza molto toccante, in quegli studi si respirano una magia e fascino particolari.

  • Nel processo creativo della vostra musica come si differenziano i ruoli tra musica, testi, arrangiamenti, ecc....?
Dipende, a volte nasce un riff e si sviluppa la canzone, a volte parto prima da una melodia vocale, altre volte nascono nello stesso momento sia la musica che le parole, ma solitamente creo la melodia vocale o qualche idea di riff. Per questo ultimo cd ci siamo ritirati quattro giorni in una baita in montagna, in mezzo ai boschi e lì sono nate canzoni come Amnesia, Demons, Deja Vu With The Blues, altre sono arrivate dopo, come Beautiful Awareness, un brano che ho scritto mentre camminavo, in pochi minuti, My Solitude, che mi girava già in testa da un po', altre erano già pronte, come Wastin' My Time e It's Too Late To Lie, scritte da Anthony, altre sono quasi nate in studio, durante le sessioni di registrazione, come gli ospiti del cd, arrivati all'ultimo momento, senza ascoltare nulla prima e suonando le loro parti liberi, dopo un solo ascolto; ottimi musicisti come Mauro Ottolini al trombone, Glauco Venier all'organo e U.T. Gandhi ai "rumori" su Beautiful Awareness.



  • Vantate amicizie e collaborazioni con nomi straordinari del panorama rock/blues mondiale, basta citare Warren Haynes, Johnny Neel, Alvin Youngblood Hart, Marc Ford, Tishamingo solo per citarne alcuni. Come sono nate queste preziose frequentazioni e collaborazioni ?
Ognuna ha una storia a sè: Warren Haynes l'ho incontrato molte volte, in Germania, a New York, in Italia, per poi passare tre giorni con lui e i Gov't Mule in Polonia, alcuni anni fa, dove abbiamo parlato molto ed è nata la jam a cui ho partecipato con i Gov't Mule a Varsavia, lui è molto amico e collaboratore sia di Johnny Neel (con cui ha diviso la reunion degli Allman Brothers nel 1989 e anche un periodo nei Gov't Mule di Life Before Insanity) che di Alvin, quindi le altre collaborazioni sono nate di conseguenza, con Alvin abbiamo suonato la prima volta ad un Festival in Olanda, senza prove, ci siamo incontrati in aereoporto ad Amsterdam e dopo tre ore eravamo sul palco, con i Tishamingo ho sostituito il loro bassista Chuck Thomas per un concerto alle Isole Azzorre alcuni anni fa, siamo amici, è una band che stimo molto, hanno due ottime voci soliste e un buon gusto.

  • A proposito della vostra esperienza internazionale, noi appassionati abbiamo la netta impressione che all'estero sia molto più facile fare musica, farsi conoscere, apprezzare e avere la possibilità di suonare spesso e in qualunque contesto rispetto all' Italia. E' davvero così ?
Non proprio, o per lo meno non esattamente così, ci sono ovunque delle difficoltà e la crisi di alcuni locali, specie negli Stati Uniti, dove molte bands aspettano di venire a suonare qui da noi per superare la politica delle Tips (Mance nda) o del pay to play di molti clubs. Noi ci riteniamo fortunati, abbiamo lavorato duro negli anni e costruito un nome che viene abbastanza riconosciuto, ma per le nuove bands è dura e non solo in Italia. Ho girato molto in questi ultimi tre anni, tutta l'Europa quasi, incontrato molti musicisti locali, ma fortunatamente ero in tour con un nome come Alvin che era già lanciato nei circuiti. Molte bands di rilievo hanno abbassato i loro cachet per la crisi e le mancanze di fondi alla cultura e parecchi clubs hanno chiuso o diversi usano la politica door deal a percentuale sul biglietto di ingresso, per non rischiare perdite e questo specialmente negli Stati Uniti. Diciamo che tendono a funzionare le bands che hanno una storia, un nome solido, dei dischi in commercio, almeno in questo genere.

  • Parlando di musica in generale, si fa un gran parlare della profonda crisi delle case discografiche col tracollo di vendite dei CD ( che io comunque continuo a preferire rispetto al freddo e asettico download digitale ), ma al tempo stesso non si è mai vista tanta possibiltà di proporsi e lanciarsi sul mercato come in questo periodo per le band emergenti e non, con portali come Reverbnation e MySpace, per poi eventualmente entrare sul mercato grazie ai grandi store come Amazon, iTunes, Cd Baby, ecc... Tu come vedi questa situazione per certi versi contrastante ? 
E' un discorso lungo e complesso, il fatto della visibilità non significa che tutti riescano a vendere o a imporsi, per la saturazione del mercato. Un tempo c'erano meno bands e tutte valide, ora chiunque incide un cd e lo mette in vendita, cosa che approvo ovviamente, ma non significa che essere su questi siti porti visibilità: la gente è distratta oggi come non mai, riguardo l'acquisto di musica, e l'interesse diminuisce, o per lo meno si confonde nella marea di Facebook, Myspace e Youtube. Da una parte aiuta, dall'altra no, credo bisognerebbe fare un passo indietro, e riscoprire il gusto del concerto, del cd, del vinile, delle cose semplici, ritrovare la curiosità e l'entusiasmo per la musica: troppa visibilità attutisce l'interesse.



  • Trovo che per un certo tipo di rock, la formazione a tre sia perfetta per offrire un sound asciutto, essenziale ma diretto e potente al tempo stesso, e per certi versi i W.I.N.D. mi ricordano in chiave moderna band come i Free e i James Gang di Joe Walsh, visto l'ottimo mix di rock/blues e accenni di psichedelia che proponete. C'è qualcuna di queste o altre band che ti hanno in qualche modo ispirato o influenzato nel tuo ( vostro ) modo di fare musica ?

Ce ne sono molte, non solo nell'ambito Rock, ascoltiamo di tutto, da John Coltrane agli ZZ Top, musica etnica, classica, jazz, blues, soul, funk, west coast, psichedelia..Sia io che Anthony siamo dei grandi amanti della musica Soul, Otis Redding, James Carr, Wilson Pickett, James Brown, Aretha Franklin ma anche di David Crosby, Neil Young, Allman Brothers, tutti i vecchi Bluesmen i vecchi Soul singers del periodo Stax/Atlantic, il vecchio Rock Inglese, Cream, Zeppelin, Free, Jethro Tull, il Gospel. Io personalmente apprezzo i bassisti della vecchia scuola, come Jack Bruce, Andy Fraser, George Porter JR., i bassisti di James Brown, Tim Bogart, Felix Pappalardi, quattro corde e dita, personalmente non amo molto la tecnica Slap, o i bassi a cinque o più corde e certa effettistica moderna, le mie radici affondano piuttosto nel Rhythm'n Blues, i bassisti melodici e dal grande impatto, amo quei vecchi suoni di basso. Anthony ha gusti molto simili ai miei, lui è il più grande fan di Bob Seger che io conosca, Silver ama John Bonham, il primo Ian Paice, e alcuni batteristi della vecchia scuola Jazz, ognuno di noi ascolta molte cose ma che ci accomunano.


  • Se non sbaglio siete al lavoro per il nuovo CD. Cosa dobbiamo aspettarci rispetto a W.I.N.D. e quando pensate di pubblicarlo ?

Non proprio ora, ma ci stiamo pensando, siamo appena usciti da un giorno in studio dove abbiamo registrato un brano di Johnny Neel per una compilation americana dedicata ai viaggiatori della Route 66, Ice Road Trucker, che uscirà questa estate/autunno e già che c'eravamo abbiamo registrato altre cose, idee, outtakes, un paio di covers da tenere in archivio. Per il nuovo cd abbiamo diverse idee già sviluppate, ma ci penseremo dopo l'estate, che sarà densa di appuntamenti live. Credo comunque che per una band sia fondamentale rischiare, cambiare e mettersi in gioco, piuttosto di ricalcare cose passate. Siamo fondamentalmente una Rock band, con la passione per il sound retrò e il genere rock regala grandi spazi per inserire diversi colori e generi.

  • Quali sono gli impegni per questa fine primavera e l'estate 2011 ? Tour, Festival, apparizioni e collaborazioni ?
E' in lavoro un tour estivo e a breve partiremo per alcune date qui in Italia, ci sono parecchie cose che bollono in pentola, anche a livello di collaborazioni: abbiamo ricevuto delle offerte per la Spagna e dopo il tour assieme a Johnny Neel che ci ha portato in Polonia, Belgio, Germania, Austria e un po' in tutta Italia per un mese, ci stiamo godendo il post concerto che abbiamo fatto venerdi scorso assieme a Dana Fuchs, strepitosa cantante rock/soul di New York, è stata d'avvero una bella esperienza e serata.


  • Qual'è secondo te la cosa più importante, il segreto per una rock band?
L'attitudine, il giusto mood e personalità. La musica, il rock, pretende questo dai musicisti, o ce l'hai o non ce l'hai e ti accorgi solo dopo aver vissuto la strada a lungo, dopo aver superato molti ostacoli, quando hai dato tutto alla musica, tutti possono suonare e ci mancherebbe altro, guai altrimenti, ma è la musica a scegliere alla fine e a dettare le sue regole. E l'Amore, in generale..Emotion is everything.




  • Quali sono i cinque dischi per un'isola deserta di Fabio Drusin?

Ecco la domanda di rito che temevo di più :-) Oggi te ne dico cinque, domani alcuni potrebbero cambiare, sono troppo pochi per scegliere, escludo i box e i best of per correttezza, comunque David Crosby If I could only remember my name, Van Morrison Astral Weeks, Led Zeppelin III, Otis Redding It's good to me, John Coltrane Olè. Questi sono i cinque di oggi, alcuni rimarrebbero anche domani, come Astral Weeks, altri potrebbero prendere il posto, come Live at Fillmore East degli Allman Brothers, Kind of Blue di Miles Davis oppure In the Jungle Groove di James Brown, qualcosa di Howlin Wolf, Ray Charles, Traffic, Beethoven.


  • E qualche nuovo artista che ti piace particolarmente? Visto i vostri gusti che sono fondamentalmente old style?

Ray Lamontagne su tutti, sono un suo grandissimo estimatore, poi i Gov't Mule di Warren Haynes, il quale è appena uscito con un ottimo disco, i Black Crowes (anche se sono bands relativamente nuove), ho scoperto da qualche settimana un bellissimo disco di Doyle Bramhall II, il primo che ha prodotto, che ascolto molto spesso, assieme a molte cose vecchie, Son House, Sly and the Family Stone, Bobby Womack, Stones, Beatles, molto Soul, Jazz, Blues.

  • Parlando di Blues e dei grandi chitarristi che ne hanno fatto la storia, chi è secondo te il piu influente di questo genere ?
Dovrebbe essere Anthony a risponderti :-), personalmente credo Albert King, il suo stile era unico ed ha influenzato anche molti chitarristi rock a venire, persino Jimi Hendrix. Apprezzo molto quei musicisti, cantanti che hanno guardato avanti, portando oltre il loro stile, quelli che si riconoscono dopo alcune note. Anthony credo sarebbe d'accordo, lui ama molto anche David Gilmour e Billy Gibbons degli ZZ Top tra gli altri, come anch'io. Per quanto riguarda la voce, che credo sia l'altra componente fondamentale per il blues, oltre alla chitarra; Howlin' Wolf ad esempio, è stato colui che ha portato il suo modo di cantare e la voce oltre al blues, inventando in un certo modo l'approccio rock, è il mio cantante blues preferito, assieme a Son House. Anche Willie Dixon è stato molto influente per il blues, senza ovviamente dimenticare tutti i grandi di questo genere.

  • E tra i chitarristi recenti?
Ce ne sono diversi molto bravi ma un un nome su tutti: Warren Haynes, perchè ha saputo portare avanti sempre con stile e qualità ogni sua cosa, da anni e anni, perchè è un ottimo cantante, ha salvato gli Allman Brothers e perchè oltre ad essere un chitarrista che riesce ad inserirsi con personalità in ogni stile musicale, è un compositore sensibile e dotato, poliedrico e prolifico, molti cercano di imitarlo, ma a differenza di altri per imitare lui ci vogliono doti che vanno al di là della tecnica chitarristica.

  • Concordo con te, e se dovessi dire un nome, uno solo, riguardo la più grande rock band di tutti i tempi, chi citeresti?
Probabilmente i Led Zeppelin. Hanno reinventato il Blues, sono stati straordinari nel loro repertorio, tuttora attuali, poi Jimmy Page con quelle sue accordature aperte e le sue influenze eniche è stato un maestro. Una band unica, che ha avuto il coraggio di evolversi esplorando differenti generi uniti alla loro monumentale potenza rock; ecco un'altro grande bassista, forse ingiustamente "sottovalutato" John Paul Jones, i suoi giri di basso, arrangiamenti hanno contribuito non poco, assieme al drumming unico di John Bonham, che la batteria la suonava come fosse uno strumento, era parte integrante e melodica della band.

  • Che tipo di strumentazione usi/usate?
Prediligo i vecchi bassi Gibson, il mio principale è un Gibson Les Paul Triumph del 1972, uso spesso anche un Gibson Thunderbird e un Danelectro che mi ha regalato Alvin Youngblood Hart, costruito da lui, con un corpo di una vecchia chitarra Dano, un manico nuovo Dano per basso e dei vecchi pick ups, con le corde lisce ha un suono molto vintage, soul. Poi posseggo diversi Epiphone della prima serie, svariati vecchi bassi sconosciuti e un Gibson EBO del '68. Come amplificatori di solito uso Ampeg SVT, ma ho suonato spesso anche con un vecchio Marshall a doppia cassa degli anni '70, che amo molto. Preferisco gli amplificatori valvolari, vecchi Fender, Marshall, Orange, Ampeg, poi in studio dipende, a volte uso amplificatori per chitarra, a volte vado in diretta, dipende dal brano e dal basso che uso. Anthony attualmente suona una Gibson SG mancina e un Vox AC30, spesso in serie con un Fender "The Twin"o altro, Silver usa una vecchia Pearl con cassa da 24, un set semplice, alla John Bonham con alcune percussioni per i colori. Credo comunque che il sound lo diano le tue mani e nasca da quello che hai in testa, dopo tanti concerti esce sempre il tuo suono, anche se non hai esattamente tutte le tue cose.

  • Com'è stato stare a lungo in Tour con un personaggio di rilievo come Johnny Neel ?
E' stata una bellissima esperienza, densa di emozioni e momenti live inediti che ci hanno arricchito molto, il tour è filato liscio, abbiamo viaggiato molto, oltre 10.000 km in van, due voli aerei, ma è stato divertente, suonando ogni sera un set list diverso, con molte canzoni first time played. Johnny ha una personalità musicale molto forte e in simbiosi con noi, è rimasto così soddisfatto al punto da voler ritornare presto, abbiamo anche arrangiato una sua canzone che aveva in testa e l'ha suonata con noi la prima volta; un Gospel dal titolo Wont Lay Me Down, che ha riscosso un buon consenso durante il tour, a lui piacerebbe pubblicarla assieme a noi in futuro e l'idea sarebbe di coinvolgere i suoi amici Blind Boys Of Alabama per i cori Gospel iniziali. Speriamo che l'idea riesca a realizzarsi tra i diversi impegni collettivi.

  • Grazie Fabio e grazie ai W.I.N.D. per questa interessante e completa intervista, e naturalmente buon divertimento per la lunga estate musicale che vi aspetta.
Grazie a te Max e grazie ai tuoi lettori per avere dedicato il vostro tempo a leggerla. A presto, on the road, somewhere.

http://www.myspace.com/windbandjampowertrio
 









Desidero in conclusione ringraziare anche Alessandra Molinari di  Groove Management per la preziosa assistenza, collaborazione e cortesia.